Mappe Di Paura

Devo girare a destra o sinistra?

American Horror Story The Coven… Quando la Fantasia si Scontra con la Realtà (Delphine LaLaurie)

Le strade di New Orleans.
Burbon Street. Il cuore pulsante di tutta la Louisiana.
Il caldo ti accarezza la pelle, attaccandosi come un’amante insistente. L’odore dell’alcol si mescola a quello più aspro della cucina Cajun e le grida delle prostitute fuori dai bordelli fanno da ritornello ad un jazz che suona in eterno, senza mai trovare tregua, neanche durante i funerali.
Eppure, basta voltare un angolo, uno solamente. Da Burbon Street in Royal Street perché ancora oggi, si possa sentire scivolare tutto quanto nel silenzio.
E’ come un brivido che scivola lungo la schiena e ti chiede di voltarti a guardare, sbirciando di sfuggita le finestre del civico 1140. Si abbassa la testa e si va avanti, sperando che nessuno si affacci alle finestre dell’ultimo piano, chiedendo vendetta e scatenando la sua furia.

Nessuno a New Orleans vuole quella casa.
In molti l’hanno comprata ed altrettanti l’hanno rivenduta allo stesso prezzo, senza lucrare su di un centesimo.
Uno solo dei proprietari vi è morto. Ritrovato il giorno dopo, senza troppe sorprese da parte della gente del Delta del Mississipi.
Tutti sanno la furia che risiede in quella casa. Nessuno vuole viverci.

In lontananza risuona un ritmo Jazz e la parlata forte della Louisiana ricorda le origini africane dei suoi abitanti.

Delphine LaLaurie

Delphine LaLaurie

 

Delphine LaLaurie. Un nome che viene sussurrato con disprezzo.
Furono lei ed il terzo marito ad acquistare il palazzo.

Fu lei la causa di uno dei più grandi orrori magici di New Orleans.
Era bella. Dannatamente bella. Così splendida che anche la regina di Spagna osannò le sue doti.

Ma stava invecchiando al fianco di un uomo molto più giovane di lei.
Il suo corpo andava decadendo, cedendo ai segni del tempo.

Era terrorizzata dalla cosa.
Fu così che iniziò la sua follia.

Fiancheggiata dal marito, un medico, trasformò lentamente la sua abitazione in una casa degli orrori.

La casa degli Orrori

La casa degli Orrori

Gli schiavi che arrivavano dall’Africa o dalle colonie del Centro America, venivano introdotti al centro dell’abitazione, al piano terra. Il loro ruolo era semplice, quello di ogni altro schiavo durante la metà dell’ottocento. Eppure, lentamente, iniziavano a divenire scomodi.
Delphine si accorse di un rapido apprendimento della lingua e le storie di grida di terrore durante la notte, che provenivano dalla soffitta, iniziavano ad essere vociferate anche nell’idioma dei “Padroni”. Era a quel punto che potevano ottenere una promozione.

Il piano superiore.

Un piccolo Eden dove i loro compiti sarebbero stati più agiati, coronati da un idillio che li vedeva vestiti di abiti nuovi e di libertà che spesso conducevano le schiave a rimanere in stato di gravidanza. Chiunque sognava il secondo piano. Così, per un po’, le grida venivano messe da parte e le storie di spettri si facevano quasi credibili.

Quasi…

Fino a quando la padronanza della lingua diveniva ottimale. Fino a quando erano giovani e belli, perché era così che Delphine li voleva. Giovani, belli ed in forze.

Nessuno invecchiava nella casa della LaLaurie. Nessuno eccetto che Delphine.

Mancava l’ultima promozione. Quella finale.

Il terzo piano.

L’odore della muffa si confondeva assieme a quello pungente della putrefazione e del sangue. Le grida di terrore venivano smorzate da lingue decapitate e maschere di ferro simili a museruole. Incatenati al muro, conservati in piccole gabbie come bestie ed i feti messi sotto formalina.

Era il marito della LaLaurie a condurre il gioco per lei.

Strumenti chirurgici riversi sul terreno, a stretto contatto con mosche e bende logore, in attesa di essere usati. Un secchio nell’angolo per le feci e la denutrizione una volta che l’esperimento era fallito e, per disgrazia, le infezioni non intaccavano per tempo la pelle conducendo alla morte ed all’agonia.

Lo strumento preferito era una sega. Perché era quello che volevano. Era quello il loro sogno. Durante il giorno, quando era vivo il clamore nelle case e nelle strade, salivano all’ultimo piano. Sceglievano tra i reclusi chi avrebbe preso parte al loro esperimento e… tagliavano. Lentamente, perché la carne non venisse rovinata. Lentamente e da svegli, perché i tessuti così avrebbero mantenuto il loro splendore. La lama affondava e la carne veniva lacerata. Poi i muscoli. I nervi ed infine l’osso.

Braccia di morto sul corpo di un vivo. Il seno di una donna sul petto di un uomo. La testa di un mulo al posto di quella di un giovane.

Lo scopo? Erano sicuri di poter scoprire il segreto della rigenerazione cellulare ed allora, Delphine, sarebbe nuovamente stata giovane e bella. Perfetta, per un marito che a breve, si sarebbe trovato una donna più appetibile di lei.

Incendio a Casa LaLaurie

Incendio a Casa LaLaurie

Fu una notte che l’incubo finì. Una notte in cui un incendio scoppiò nell’abitazione.
Accorse la folla e le forze dell’ordine per aiutare e trovarono l’orrore in quella casa.

A New Orleans ne parlano ancora col sorriso di una vittoria silenziosa sulle labbra. I figli di quegli schiavi, annuiscono mentre parlano che schiavi ed uomini liberi si riversarono nelle strade. La notte e le fiamme li avvolgevano mentre si avvicinavano alla casa cercando vendetta per i loro fratelli.

Il marito della LaLaurie venne scaraventato in mezzo alla folla. Morì linciato.

Delphine, invece, montò sulla sua carrozza e riuscì a fuggire.

Alcuni documenti riportano tracce della sua presenza in Francia, sua terra natale.

Si dice che là sia stata giustiziata per i suoi peccati. Eppure, non si hanno ancora certezze.

 

Fa piacere pensare che, forse, alla fine vi sia stata una minima giustizia.

Benvenuti nella Casa del Male

Benvenuti nella Casa del Male

Quello che si sa è che, nessuno, a New Orleans, vuole entrare in quella casa. Nessuno vuole metterci piede. Una bambina vi attende proprio oltre il portone. Vestita ancora di bianco e con il braccio destro mancante. Un uomo in soffitta è legato contro la parete, incatenato, urlante e coperto di sangue. Rantola la sua paura, senza riuscire ad emettere suono da una lingua strappata via.
Ma è nell’angolo più oscuro della soffitta che giace il vero terrore. Nelle ombre della casa, fino alle fondamenta. Là dove gli schiavi si sono nascosti una volta liberati dalle loro catene. Là dove, bruciati dalle fiamme o morti di mutilazioni attendono, pazienti, qualcuno che entri per reclamare la loro vendetta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

☆ Pensieri Sparsi di una Psicopatica ☆

●○•°La mia mente è un turbinio di parole sparse che cercano un senso°•○●

http://www.sonounamamma.it/

Devo girare a destra o sinistra?

In punta di piedi

Entra in punta di piedi e spia nel buco della serratura

Just Laure'

Sono una capellona con una vita interiore decisamente sovraffollata

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

Racconti della Controra

Rebecca Lena Stories

Interno Poesia

Blog e progetto editoriale di poesia

HAI PAURA DEL BUIO?

Storie di paura, Creepypasta e...

Un uomo qualsiasi

Uomini semplici in storie fantastiche

CINEMANOMETRO

recensioni film fantascienza, horror, mostri e amenita varie

The Talking Geek BLOG

Games, Movies and Random Stuff...BLOG VERSION!

Rituali Magici

Magia Bianca, Rossa, Nera e Popolare

Write Wrote Written

The Website of J. Matthew Saunders

alone at dawn

Just another WordPress.com site

randomgeekings

Just another WordPress.com site

____________Mille Nuovi Orizzonti__________

Nasce dall'esigenza di dare qualche informazione utile sui mezzi di trasporto, ristoranti, guesthouse, luoghi e orari dei viaggi fatti.......lasciando la poesia alla fotografia

Cronache del gatto sul fuoco

Riflessioni poco serie sul gioco di ruolo e il fantastico

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: